Abiti Vegan la Moda Etica e Sostenibile

Parliamo oggi ancora di progresso, quello piú etico e sostenibile e quello piú rispettoso de i nostri coinquilini planetari: il Vegan Fashion.

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C’è molta differenza tra gli abiti biologici, fatti con i cosiddetti ” materiali e tessuti organici” e gli abiti vegan.

Molti di noi forse non immaginano che il vegano ortodosso non accetterebbe mai di indossare una veste in pura seta, pur essendo un nobilissimo materiale organico. Questo perché per estrarre il filo di seta occorre portare ad ebollizione i bachi, quegli esserini viventi indifesi, racchiusi in un nido. Ė una questione di procedimento, considerato, quindi, non etico e non nobile.

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Un vegan non accetterebbe neppure di indossare un maglione di pura lana vergine, perché la tosatura meccanica delle pecore può essere imprecisa, cruenta e dare loro tanta sofferenza, ferirle!

La scelta vegana non é infatti legata solo ed esclusivamente al consumo alimentare o abbigliativo di prodotti vegetali e mai animali o di derivazione animale, bensì annovera anche un utilizzo e un procedimento di estrapolazione all’origine, consapevole, etico e rigorosamente giusto, delle materie prime, anche organiche, utilizzate per i prodotti certificati vegan.

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Parole d’ordine del Vegan Fashion sono cruelty-free e animal-friendly. É importante che per la fabbricazione o produzione di questi prodotti di consumo, a partire dalla estrazione della materia prima, sia garantito il rispetto totale degli altri esseri viventi, che non sia praticata su di loro alcun tipo di violenza, usurpazione, crudeltà. Giustamente e coerentemente al loro proposito e alla loro scelta di vita, non é mai ammesso alcun tipo di maltrattamento di specie animale a scopi speculativi e commerciali. Non si parla quindi solo di sostenibilità in termini di reciclo, biodegradabilità o semplicemente di utilizzo di prodotti salutari e naturali per il benessere dell’umano.

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L’umano deve astenersi da tutte le pratiche di sfruttamento, coercizione e mancanza di rispetto del naturale ciclo vitale e biologico sia di se stesso e dei propri simili, che di tutti gli altri esseri viventi del pianeta, preservandone le specie e garantendo i diritti e la serena coesistenza della totalità di essi.

Motto della Moda Vegana, intesa come abbigliamento prodotto strettamente nei parametri della filosofia vegana, é “la moda ama gli animali”. Motto che accomuna anche gli animalisti, certo!

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Allora, come si veste un vero vegan? Sempre piū stilisti includono nelle loro Collezioni temi dedicati al Vegan Fashion. Stella McCartney una di questi, ma anche marchi emergenti come Forever 21 e tanti altri tra i piū rinomati.

Oggi non é necessario andare a cercare il negozietto specializzato, magari sconosciuto ai piū per vestire con tale consapevolezza e intento.

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Le vie dello shopping danno ampio margine di scelta per i vegani. Dalla grande distribuzione di H&M, che include sia Abbigliamento Organico che Abbigliamento Vegano nel proprio assortimento, a brand piū tecnici, come Patagonia che imbottisce i giubbotti Parka piū alla moda con materiali brevettati, come il PrimaLoft®, per venire incontro al boicottaggio dell’imbottitura a piuma, causa di sofferenze e maltrattamenti. L’estrazione dei migliori piumaggi, purtroppo si svolge tramite un processo cruento: le piume d’oca vengono drammaticamente strappate a vivo su oche in etá giovanissima, ancora allo stadio pulcino, in nome della qualitå.

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Molte le marche che propongono accessori Vegan, come borse, scarpe e cinture.

La pelle, come ovviamente anche le pellicce di qualsiasi origine animale, dal lapin, ai visoni, ai cani, anche questi ultimi purtroppo spellati vivi, ad esempio, non possono essere assolutamente annoverate tra i materiali utilizzati nella fabbricazione di calzature e neanche la similpelle che ha derivazione animale. Si tratta di pratiche dell’orrore che non si vogliono neppure immaginare.

Le etichette che certificano una scarpa vegan saranno triple nel caso tomaia, rivestimento interno e suola siano prodotti con materiali diversi. Anche una scarpa espadrillas, ottima candidata per le calzature vegan, dovrà avere le diciture che attestino la natura delle materie prime usate, juta, canvas e anche dei trattamenti, come coloranti etc…

Si pensi alle tanto acclamate tinture naturali dei bio. La cocciniglia, tintura naturale di colore rosso carminio, richiede il pestaggio di un numero che comprende tra gli 80.000 e i 100.000 carapaci di insetto, per ottenere 1 kilogrammo di colorante e tale colorante risulta addirittura allergenico per certi soggetti umani.

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Ecco qui una lista dedicata ai nostri lettori vegani più progrediti di Vegan Fashion Brands & Designers. 

Love & Peace by Paola Canti

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